Un antipasto sfizioso, grande classico della cucina piemontese. È conosciuto anche come “tonno di coniglio” per le modalità di preparazione, molto simili a quelle del tonno sott’olio. La conservazione della carne - estremamente digeribile, povera di grassi e colesterolo, ma ricca di proteine - in forma di straccetti, avviene dopo averlo fatto bollire, in vetro, con olio e aromi. Piatto dal sapore delicato e aromatico, arricchito dalla presenza dell’aglio, delle spezie, di cipolle bianche, carote e sedano, è particolarmente adatto come antipasto.

La leggenda colloca le sue origini nell’Ottocento, quando - per aggirare la regola del digiuno quaresimale, che imponeva l’astinenza dal consumo di carne - i frati di un convento di Avigliana, nei dintorni di Torino, studiarono questa formula nel tentativo di far passare per tonno quel che era invece, per l’appunto, coniglio.

Ingredienti e Valori nutrizionali

1. Tonno di coniglio

Ingredienti: cipolla, carote, sedano, sale, amido di mais, salvia, aceto di vino bianco, olio EVO (21%), cosce di coniglio (utilizzati 83 g per 100 g di prodotto finito)

Può contenere tracce: frutta a guscio, uova, latte e pesce

Valori Nutrizionali (Valori medi per 100g di prodotto):

Energia:

1061 kJ / 257 kcal

Grassi:

24 g

- Di cui acidi grassi saturi:

3,7 g

Carboidrati:

1,2 g

- Di cui zuccheri:

0,2 g

Proteine:

9,8 g

Sale:

1,44 g